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Phil Collins: «Devo lasciare la batteria»

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Queste, da batterista, sono le notizie che non vorrei mai pubblicare…Purtroppo gli anni passano per tutti, gli acciacchi e i malanni possono colpire ciascuno di noi (grattatina doverosa), stavolta è toccato al grande Phil Collins,l’avrete capito, mi riferisco al “Phil Collins batterista” non al cantante…..

L’articolo che vi propongo, è tratto dal Corriere.it, e, ripeto NON mi ha fatto piacere leggerlo…ma tant’è.


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E’morto il celebre paroliere Alberto Testa.

Questa notizia non è prettamente “anni ‘80″, ma mi sembra giusto ricordare il grande Alberto Testa, che “ha fatto la sua bella parte” per quanto riguarda la musica italiana dei bei tempi andati.

testaROMA – È morto lunedì sera a Roma il paroliere e autore televisivo Alberto Testa. Nato a Santos, in Brasile, nel 1927 da genitori italiani – è stato autore di un migliaio di canzoni tra cui “Quando quando quando” su musica di Tony Renis grande hit internazionale, così come di “Grande grande grande”, successo di Mina. Fra le sue canzoni degli anni ‘50 e ‘60, “Boccuccia di Rosa” “Carina” e “Innamorati a Milano” di Memo Remigi.

 

 

 

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In uscita il nuovo album di Sting

25 Ottobre 2009 filippoantonello 10 commenti

Ecco una star degli anni ‘80 che ha saputo andare avanti, reinventarsi, cambiare nella sostanza, ma anche nel look, sino ad arrivare, praticamente “inossidato” ai giorni nostri, pronto a festeggiare l’uscita del nuovo album, intitolato “If on a Winter night…”.

Dopo aver conquistato il mondo intero con il suo “Songs From The Labyrinth”, disco d’oro nel 2006 (oltre 80mila copie vendute solo in Italia), Sting si cimenta in un nuovo progetto: “If on a Winter’s Night…“. Un disco dedicato alla stagione invernale. Oltre a brani tradizionali della musica inglese ci sono due canzoni dell’artista reinterpretato con nuovi arrangiamenti: “Lullaby For An Anxious Child” e “The Hounds Of Winter”.

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I Beatles diventano Materia di studio all’università

Questa non me l’aspettavo….
E i Queen dove li mettiamo ?
E i Police, Deep Purple, Elio e le storie tese ??!?!??!!?!? :)

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E’ morto Les Paul


WASHINGTON – Era il padre di un simbolo del rock, la famosa ‘Gibson Les Paul’, la chitarra che tutti i grandi della musica hanno voluto in competizione con l’altrettanto mitica ‘fender telecaster’, madrina della altrettanto celebre ’stratocaster’: Lester William Polfuss, meglio conosciuto come Les Paul, è morto oggi a White Plains (New York) all’età di 94 anni. Lo ha reso noto a Los Angeles il suo agente, Tom Cassidy. Les Paul era nato il 9 giugno del 1915 a Wakesha, in Wisconsin, da una famiglia ebrea. Talento assoluto, si avvicinò alla musica all’età di 8 anni, cominciando a suonare l’armonica. All’età di 13 anni cominciò la sua carriera semi-professionistica per diventare – a Chicago – un jazzista di primo piano nel panorama musicale americano. Nel 1936, a soli 21 anni, firmò infatti il suo primo disco, con lo pseudonimo di Rhubarb Red. Ma nel 1948, dopo aver suonato con i più bei nomi del jazz dell’epoca, fu coinvolto in un gravissimo incidente stradale che gli frantumò, letteralmente, il braccio destro. I chirurghi gli dissero che non avrebbe mai più avuto l’uso normale del braccio, il gomito sarebbe rimasto bloccato qualunque fosse la posizione che gli volevano dare.

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Kissing The Pink – One Step

“Kissing the Pink” è il nome di un gruppo musicale britannico.

La band, negli anni ‘80, apice del loro successo, era formata da Nick Whitecross, John Hall, George Stewart, Josephine Wells, Pete Barnett, Sylvia Griffin, Steve Cusack e Simon Aldridge.

Nel 1986, con il brano “One Step”,raggiunsero il vertice delle hit parade sia in Italia che all’estero.

Notare la messa in onda speculare del video per mascherare lo spot, presente alle spalle del gruppo (dentifricio Aquafresh, altro cult anni ‘80 ;) )

La Parola all’amico Lucio Salis (Cappitto mi hai!)

24 Luglio 2009 filippoantonello 1 commento

Sono Lucio Salis, uno dei tanti sardi che decise nei primissimi anni sessanta di emigrare a Milano per poter crescere, imparare e confrontarsi con gli altri, invece di restare nella nostra terra a piangere e lamentarci o legarci al carro di qualche politicante.

Dopo tanti anni di sacrifici, sono riuscito a diventare un numero uno nel panorama artistico nazionale: musica, cabaret, radio, tv, cinema.

Nel 1990, quando ero uno dei cinque comici italiani più amati e popolari, nonché recordman di ascolti e gradimento in tv (facevo la zia di Cossiga, Talpa al Quirinale, a Striscia la notizia con ascolti personali intorno ai 16 milioni ogni sera), Cossiga se la prese molto e chiese a Craxi di farmi sparire. Craxi girò la richiesta al suo socio/sodale Burlesquoni, che però oppose resistenza: costavo poco e rendevo pubblicitariamente una ventina di miliardi a settimana. Per tre anni di fila, i lettori di Sorrisi e Canzoni mi assegnarono il Telegatto d’Oro… non essendo omologato, non lo ebbi mai.

Me ne diedero due per DRIVE IN, ma mai come Comico dell’anno. Ma restava difficile privare il pubblico di Mr.CAPPITTO MI HAI. Però… scadevano proprio allora le concessioni per le sue tv e Cossiga era, come oggi, un tipetto infido e vendicativo. Così, Silvio e Ricci, tentarono un’abile (secondo loro) mossa: cercarono di impormi di abbandonare il bersaglio della mia satira, Cossiga, e di volgere i miei strali contro Scalfari e De Benedetti… In pratica, la loro idea geniale consisteva in questo: non sarei più stato “la zia del Presidente della Repubblica“, ma la zia del Direttore di Repubblica. Allora non lo sapevamo, ma il Cav. Banana stava rubandosi la Sme e la Mondadori, corrompendo giudici con l’aiuto di Previti. Ergo, gli serviva il loro pezzo da novanta per screditare e ridicolizzare gli avversari… Io non ne volli sapere e loro, dopo avermi garantito ponti d’oro e chiuso contratti (verbali) per due miei film, una sit-com, scritta – diretta e interpretata da me, cento puntate come ospite al Gioco dei 9 condotto da Gerry Scotti, cento puntate come opinionista in un programma mattutino di Silvana Giacobini, e altro che non ricordo… insomma, un bel po’ di lavori che mi avrebbero fruttato un importo complessivo di ventiquattro miliardi in due anni…Partii, felice e contento, il 20 dicembre 1990 da Milano per rivedere i miei figli a Cagliari. Partii dopo aver registrato una decina di speciali per Natale e Capodanno con tutte le altre star nazionali. Partii carico di pacchi regalo per i miei figli e i miei amici, senza sapere che il pacco lo avevano fatto a me. E bello grosso: mi scaricarono. Ma io non ne sapevo niente. Andai via, dopo aver preso appuntamenti precisi per l’11 gennaio coi produttori Fininvest per la firma dei contratti e per cominciare i lavori suddetti, inoltre avevo già un contratto che mi legava fino al 30 giugno 1991 a Striscia.

Tutto molto bello. L’imposizione di fare la guerra a Scalfari e De Benedetti sembrava rientrata. Ma alle mie telefonate cominciate già il 7 gennaio non rispondeva più nessuno. Appresi dai giornali, e ne parlarono proprio tutti, che io non facevo più parte della scuderia perché “ero scappato senza pagare l’albergo“!!! Ai giornalisti che telefonavano a Cologno e Milano 2 per saperne di più e chiedevano: “Ma da quando una vostra star si deve pagare l’albergo quando viene a Milano per lavorare per voi?” Le solerti segretarie rispondevano di non sapere nulla, ma di eseguire degli ordini. Scrissero dei pezzi di fuoco Beniamino Placido e Oreste del Buono, miei grandi estimatori, ma nessuno del palazzo dei cigni commentò o replicò.

Questi sono i metodi di questi banditi. Calunnia e diffamazione, arroganza e destrutturazione di chiunque non sia un yesman al loro servizio. Da allora, i fatti e molte persone che mi stimano, dirigenti tv, impresari e giornalisti, mi hanno confermato che sono il primo nome nella personalissima lista nera di Burlesquoni e di Cossiga. Mi hanno chiuso tutte le porte! Sono arrivati a minacciare agenti e impresari che mi volevano a tutti i costi. Hanno ricattato o comprato chiunque mi volesse dare lavoro… hanno rimosso dirigenti Rai che mi avevano commissionato dei lavori e che mi volevano protagonista in video.

Infine: “STRISCIA LA NOTIZIA” è una mia idea, mutuata da un mio sketch scritto nel 1973 e regolarmente depositato alla Siae. Lo sketch era intitolato “TELEGIORNALE DELLA… PERA” e l’ho eseguito centinaia di volte alla radio (Radio 24 ore e Radio Uno), nei teatri e nelle piazze di tutta Italia. Nel 1988 lo portai ad antonio ricci che, dopo l’immenso successo personale del mio personaggio al DRIVE IN, mi chiedeva un’idea per una mia seconda uscita nello stesso show. Ricci disse che il “TG della pera” (che facevo con l’ausilio di diapositive nelle serate live e di cui esiste una registrazione in cassetta datata 1975) non… era televisivo. Poi lo scippò, cambiò il titolo in “Striscia la notizia”, e ancora ci campa. “Strisciare” è il suo verbo preferito.

Altri miei format sono “FORUM” e “IL BRUTTO ANATROCCOLO” (che si chiamava “DIVA”).

A metà degli anni 90, la Fininvest mi fece contattare dall’uomo di fiducia del gemello di Dell’Utri, Alberto. Questi mi invitò all’Antica Hostaria di Roma e, presenti mio figlio e un direttore di banca, allora mio amico e tramite dell’incontro, mi offrì un assegno circolare di 28 miliardi di lire:

“Chiudiamo la partita, disse. Torni a casa con tutti gli onori e ti metti a capo di una task force per contrastare la lobbi di Maurizio Costanzo, ché sta facendo un po’ troppo i cazzi suoi. Naturalmente, espliciti (disse proprio così) ai quattro venti di aver abbracciato gli ideali di Forza Italia!”

Mi alzai, porsi il giubbotto a mio figlio, e ce ne andammo nella fredda notte romana. A piedi, dato che la mia auto era rimasta a casa, senza benzina e senza assicurazione. Mio figlio mi abbracciò forte: era fiero di me.

Visitate il sito di Lucio Salis : http://www.cappittomihai.com

Prova Inserimento Articolo

Da qualche settimana abbiamo problemi con l’inserimento degli articoli sul blog

Di solito quanto digitato non appare, si legge solo il titolo :(

E’ morta Farrah Fawcett.

NEW YORK (26 giugno) – Non ce l’ha fatta a sollevarsi dal letto e pronunciare il “sì” che le aveva chiesto l’eterno fidanzato Ryan O’Neal. Farrah Fawcett è spirata ieri mattina alle nove e mezza nell’ospedale St. John Hopkins di Santa Monica in California, dove era ricoverata in attesa dell’atto finale della guerra contro il cancro che durava da due anni e mezzo.

A quasi quaranta anni di distanza dalle riprese di Love Story, il 69enne O’Neal ha ripetuto la parte che lo ha reso famoso dell’amante disperato al fianco della donna morente, questa volta con tutto il dolore imposto dalla realtà. «Se n’è andata, ora appartiene alla storia». E’ stato lo stesso attore americano ad annunciare il decesso che tutti aspettavano da alcuni giorni: «L’ho amata con tutto il cuore, e gliel’ho detto per tutta l’ultima notte mentre passava dalla coscienza al sonno. Ora è in un posto migliore in compagnia di Dio, della mamma e della sorella».

Le ultime ore di Farrah sono state vissute con intensa commozione dall’intera America, alla quale l’attrice ha chiesto di far fronte senza falsi pudori al tumore anale (lei stesso ha insistito a chiamarlo per nome) che le minava il corpo. Combattuto a fondo con chemio e radiazioni dopo la prima diagnosi del 2006, era tornato a manifestarsi dopo pochi mesi, e l’aveva costretta a viaggiare tra la Germania e gli Stati Uniti nel tentativo di sperimentare terapie risolutive.

La Fawcett ha risposto come meglio sapeva, facendo filmare anche i dettagli più difficili e dolorosi della terapia in un documentario mandato in onda finora solo per metà dalla NBC in una serata che ha fatto registrare un record di spettatori secondo solo alle trasmissioni olimpiche. Parte del filmato documenta anche la visita che il figlio ventiquattrenne Redmond ha potuto farle a fine aprile, in seguito ad un permesso speciale concesso dal carcere di Santa Carita, dove sta scontando una condanna per possesso di droga.

Il figlio è tornato ieri dal giudice per sapere se avrà un’altra licenza per andare al funerale, previsto in una chiesa cattolica di Los Angeles nei prossimi giorni. Alle prime ore della mattina la giornalista e amica Barbara Walters aveva già rivelato che Farrah, aveva ricevuto l’estrema unzione nel letto d’ospedale.

La rete ABC che aveva in programma per questa notte uno special filmato nelle ultime settimane dalla stessa Walters ha deciso di anticipare il programma a ieri sera per consegnare l’ultimo omaggio all’amatissima attrice. Vi si vede la Fawcett prostrata dalla lotta e incapace di parlare, mentre Ryan che a sua volta è sopravvissuto alla leucemia la conforta con premura, riconciliato e felice dopo trenta anni di un rapporto tumultuoso e incostante, ma sempre appassionato.

Fonte :http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=63562&sez=HOME_CINEMA

Amici Miei atto II° (1982)

La trilogia di Amici Miei parte nel 1975 con il primo film (a mio avviso SPETTACOLARE), prosegue poi nel 1982 con il secondo atto, e termina nel 1985 con il terzo

Vi propongo il trailer ufficiale di “Amici Miei Atto II°”, e la scena mitica dei “nostri” a Pisa, con il vigile urbano…..

Personaggi ed interpreti :

Conte Lello Mascetti : Ugo Tognazzi

Professor Sassaroli : Adolfo Celi

Architetto Rambaldo Melandri : Gastone Moschin

Barista Necchi (Guido) : Renzo Montagnani

Il Perozzi (Giorgio): Philippe Noiret

Il vedovo : Alessandro Haber

Lo strozzino (Savino Capogreco): Paolo Stoppa

Noemi Bernocchi (la fidanzata del Melandri) : Domiziana Giordano

Soggetto : Leonardo Benvenuti, Piero De Bernardi, Tullio Pinelli, Mario Monicelli

Sceneggiatura : Leonardo Benvenuti, Piero De Bernardi, Tullio Pinelli, Mario Monicelli

Regia : Mario Monicelli

Durata: 130′


Ecco il  Trailer ufficiale di Amici miei atto II.

….E la scena, a Pisa, con il vigile urbano ! :-)

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