Ecco una star degli anni ‘80 che ha saputo andare avanti, reinventarsi, cambiare nella sostanza, ma anche nel look, sino ad arrivare, praticamente “inossidato” ai giorni nostri, pronto a festeggiare l’uscita del nuovo album, intitolato “If on a Winter night…”.
Dopo aver conquistato il mondo intero con il suo “Songs From The Labyrinth”, disco d’oro nel 2006 (oltre 80mila copie vendute solo in Italia), Sting si cimenta in un nuovo progetto: “If on a Winter’s Night…“. Un disco dedicato alla stagione invernale. Oltre a brani tradizionali della musica inglese ci sono due canzoni dell’artista reinterpretato con nuovi arrangiamenti: “Lullaby For An Anxious Child” e “The Hounds Of Winter”.
“Kissing the Pink” è il nome di un gruppo musicale britannico.
La band, negli anni ‘80, apice del loro successo, era formata da Nick Whitecross, John Hall, George Stewart, Josephine Wells, Pete Barnett, Sylvia Griffin, Steve Cusack e Simon Aldridge.
Nel 1986, con il brano “One Step”,raggiunsero il vertice delle hit parade sia in Italia che all’estero.
Notare la messa in onda speculare del video per mascherare lo spot, presente alle spalle del gruppo (dentifricio Aquafresh, altro cult anni ‘80 )
Sono Lucio Salis, uno dei tanti sardi che decise nei primissimi anni sessanta di emigrare a Milano per poter crescere, imparare e confrontarsi con gli altri, invece di restare nella nostra terra a piangere e lamentarci o legarci al carro di qualche politicante.
Dopo tanti anni di sacrifici, sono riuscito a diventare un numero uno nel panorama artistico nazionale: musica, cabaret, radio, tv, cinema.
Nel 1990, quando ero uno dei cinque comici italiani più amati e popolari, nonché recordman di ascolti e gradimento in tv (facevo la zia di Cossiga, Talpa al Quirinale, a Striscia la notizia con ascolti personali intorno ai 16 milioni ogni sera), Cossiga se la prese molto e chiese a Craxi di farmi sparire. Craxi girò la richiesta al suo socio/sodale Burlesquoni, che però oppose resistenza: costavo poco e rendevo pubblicitariamente una ventina di miliardi a settimana. Per tre anni di fila, i lettori di Sorrisi e Canzoni mi assegnarono il Telegatto d’Oro… non essendo omologato, non lo ebbi mai.
Me ne diedero due per DRIVE IN, ma mai come Comico dell’anno. Ma restava difficile privare il pubblico di Mr.CAPPITTO MI HAI. Però… scadevano proprio allora le concessioni per le sue tv e Cossiga era, come oggi, un tipetto infido e vendicativo. Così, Silvio e Ricci, tentarono un’abile (secondo loro) mossa: cercarono di impormi di abbandonare il bersaglio della mia satira, Cossiga, e di volgere i miei strali contro Scalfari e De Benedetti… In pratica, la loro idea geniale consisteva in questo: non sarei più stato “la zia del Presidente della Repubblica“, ma la zia del Direttore di Repubblica. Allora non lo sapevamo, ma il Cav. Banana stava rubandosi la Sme e la Mondadori, corrompendo giudici con l’aiuto di Previti. Ergo, gli serviva il loro pezzo da novanta per screditare e ridicolizzare gli avversari… Io non ne volli sapere e loro, dopo avermi garantito ponti d’oro e chiuso contratti (verbali) per due miei film, una sit-com, scritta – diretta e interpretata da me, cento puntate come ospite al Gioco dei 9 condotto da Gerry Scotti, cento puntate come opinionista in un programma mattutino di Silvana Giacobini, e altro che non ricordo… insomma, un bel po’ di lavori che mi avrebbero fruttato un importo complessivo di ventiquattro miliardi in due anni…Partii, felice e contento, il 20 dicembre 1990 da Milano per rivedere i miei figli a Cagliari. Partii dopo aver registrato una decina di speciali per Natale e Capodanno con tutte le altre star nazionali. Partii carico di pacchi regalo per i miei figli e i miei amici, senza sapere che il pacco lo avevano fatto a me. E bello grosso: mi scaricarono. Ma io non ne sapevo niente. Andai via, dopo aver preso appuntamenti precisi per l’11 gennaio coi produttori Fininvest per la firma dei contratti e per cominciare i lavori suddetti, inoltre avevo già un contratto che mi legava fino al 30 giugno 1991 a Striscia.
Tutto molto bello. L’imposizione di fare la guerra a Scalfari e De Benedetti sembrava rientrata. Ma alle mie telefonate cominciate già il 7 gennaio non rispondeva più nessuno. Appresi dai giornali, e ne parlarono proprio tutti, che io non facevo più parte della scuderia perché “ero scappato senza pagare l’albergo“!!! Ai giornalisti che telefonavano a Cologno e Milano 2 per saperne di più e chiedevano: “Ma da quando una vostra star si deve pagare l’albergo quando viene a Milano per lavorare per voi?” Le solerti segretarie rispondevano di non sapere nulla, ma di eseguire degli ordini. Scrissero dei pezzi di fuoco Beniamino Placido e Oreste del Buono, miei grandi estimatori, ma nessuno del palazzo dei cigni commentò o replicò.
Questi sono i metodi di questi banditi. Calunnia e diffamazione, arroganza e destrutturazione di chiunque non sia un yesman al loro servizio. Da allora, i fatti e molte persone che mi stimano, dirigenti tv, impresari e giornalisti, mi hanno confermato che sono il primo nome nella personalissima lista nera di Burlesquoni e di Cossiga. Mi hanno chiuso tutte le porte! Sono arrivati a minacciare agenti e impresari che mi volevano a tutti i costi. Hanno ricattato o comprato chiunque mi volesse dare lavoro… hanno rimosso dirigenti Rai che mi avevano commissionato dei lavori e che mi volevano protagonista in video.
Infine: “STRISCIA LA NOTIZIA” è una mia idea, mutuata da un mio sketch scritto nel 1973 e regolarmente depositato alla Siae. Lo sketch era intitolato “TELEGIORNALE DELLA… PERA” e l’ho eseguito centinaia di volte alla radio (Radio 24 ore e Radio Uno), nei teatri e nelle piazze di tutta Italia. Nel 1988 lo portai ad antonio ricci che, dopo l’immenso successo personale del mio personaggio al DRIVE IN, mi chiedeva un’idea per una mia seconda uscita nello stesso show. Ricci disse che il “TG della pera” (che facevo con l’ausilio di diapositive nelle serate live e di cui esiste una registrazione in cassetta datata 1975) non… era televisivo. Poi lo scippò, cambiò il titolo in “Striscia la notizia”, e ancora ci campa. “Strisciare” è il suo verbo preferito.
Altri miei format sono “FORUM” e “IL BRUTTO ANATROCCOLO” (che si chiamava “DIVA”).
A metà degli anni 90, la Fininvest mi fece contattare dall’uomo di fiducia del gemello di Dell’Utri, Alberto. Questi mi invitò all’Antica Hostaria di Roma e, presenti mio figlio e un direttore di banca, allora mio amico e tramite dell’incontro, mi offrì un assegno circolare di 28 miliardi di lire:
“Chiudiamo la partita, disse. Torni a casa con tutti gli onori e ti metti a capo di una task force per contrastare la lobbi di Maurizio Costanzo, ché sta facendo un po’ troppo i cazzi suoi. Naturalmente, espliciti (disse proprio così) ai quattro venti di aver abbracciato gli ideali di Forza Italia!”
Mi alzai, porsi il giubbotto a mio figlio, e ce ne andammo nella fredda notte romana. A piedi, dato che la mia auto era rimasta a casa, senza benzina e senza assicurazione. Mio figlio mi abbracciò forte: era fiero di me.
NEW YORK (26 giugno) – Non ce l’ha fatta a sollevarsi dal letto e pronunciare il “sì” che le aveva chiesto l’eterno fidanzato Ryan O’Neal. Farrah Fawcett è spirata ieri mattina alle nove e mezza nell’ospedale St. John Hopkins di Santa Monica in California, dove era ricoverata in attesa dell’atto finale della guerra contro il cancro che durava da due anni e mezzo.
A quasi quaranta anni di distanza dalle riprese di Love Story, il 69enne O’Neal ha ripetuto la parte che lo ha reso famoso dell’amante disperato al fianco della donna morente, questa volta con tutto il dolore imposto dalla realtà. «Se n’è andata, ora appartiene alla storia». E’ stato lo stesso attore americano ad annunciare il decesso che tutti aspettavano da alcuni giorni: «L’ho amata con tutto il cuore, e gliel’ho detto per tutta l’ultima notte mentre passava dalla coscienza al sonno. Ora è in un posto migliore in compagnia di Dio, della mamma e della sorella».
Le ultime ore di Farrah sono state vissute con intensa commozione dall’intera America, alla quale l’attrice ha chiesto di far fronte senza falsi pudori al tumore anale (lei stesso ha insistito a chiamarlo per nome) che le minava il corpo. Combattuto a fondo con chemio e radiazioni dopo la prima diagnosi del 2006, era tornato a manifestarsi dopo pochi mesi, e l’aveva costretta a viaggiare tra la Germania e gli Stati Uniti nel tentativo di sperimentare terapie risolutive.
La Fawcett ha risposto come meglio sapeva, facendo filmare anche i dettagli più difficili e dolorosi della terapia in un documentario mandato in onda finora solo per metà dalla NBC in una serata che ha fatto registrare un record di spettatori secondo solo alle trasmissioni olimpiche. Parte del filmato documenta anche la visita che il figlio ventiquattrenne Redmond ha potuto farle a fine aprile, in seguito ad un permesso speciale concesso dal carcere di Santa Carita, dove sta scontando una condanna per possesso di droga.
Il figlio è tornato ieri dal giudice per sapere se avrà un’altra licenza per andare al funerale, previsto in una chiesa cattolica di Los Angeles nei prossimi giorni. Alle prime ore della mattina la giornalista e amica Barbara Walters aveva già rivelato che Farrah, aveva ricevuto l’estrema unzione nel letto d’ospedale.
La rete ABC che aveva in programma per questa notte uno special filmato nelle ultime settimane dalla stessa Walters ha deciso di anticipare il programma a ieri sera per consegnare l’ultimo omaggio all’amatissima attrice. Vi si vede la Fawcett prostrata dalla lotta e incapace di parlare, mentre Ryan che a sua volta è sopravvissuto alla leucemia la conforta con premura, riconciliato e felice dopo trenta anni di un rapporto tumultuoso e incostante, ma sempre appassionato.
Chi ci segue sa che di tanto in tanto “sforiamo” dagli anni ‘80, sia in avanti che a ritroso nel tempo: questa volta vi propongo un video del 1991, siamo su Canale 5, durante la puntata natalizia di “Non è la Rai”, condotta all’epoca dalla mitica Enrica Bonaccorti: durante il gioco del “Cruciverbone” una concorrente “da casa” (?) risponde alla domanda prima ancora che Enrica abbia il tempo di farle la domanda….
Ricevo e pubblico:
E’ morto Mike Francis, protagonista della dance italiana anni ‘80 .
ROMA – E’ morto questa mattina a Roma Francesco Puccioni, in arte Mike Francis, protagonista del boom musicale pop-dance degli anni Ottanta, grazie anche alla hit ‘Survivor’. Aveva 47 anni. E’ deceduto all’Ospedale S. Pietro per un tumore al polmone. (Agr)
fonte della notizia : http://www.corriere.it/
Il video mostra la sua (credo) ultima apparizione televisiva, all’interno del programma “Meteore” del 2002.
Kim Wilde nome d’arte di Kim Smith, nata nella contea di Chiswick (Londra, 18 novembre 1960) è una cantante pop inglese.
In quasi 25 anni di carriera, ha venduto oltre 35 milioni di dischi, in tutto il mondo, piazzando, tra 1981 e 1992, 26 hit nella Top 75 britannica dei singoli, di cui 4 Top 10 e 4 Top 3.
Biografia
Figlia d’arte (suo padre è Marty Wilde, noto cantante britannico degli anni sessanta, una presenza fissa nella sua carriera), durante il periodo del college, incide parecchi demo, con l’aiuto del fratello, Ricky Wilde, che attirano l’attenzione di Mickie Most, produttore della RAK Records.
Gli Scorpions sono un gruppo hard & heavy tedesco fondato nel 1965 nella città di Hannover, Germania, dal chitarrista Rudolf Schenker.
Influenzati largamente dall’atmosfera degli anni sessanta, gli Scorpions divennero famosi per le tracce Rock You Like a Hurricane, Wind of Change, No One Like You e Still Loving You ed altre che hanno rappresentato un importante punto di riferimento per le successive band di questo genere musicale. Dopo circa un decennio di declino la band ha ricominciato a produrre album di grande qualità come Unbreakable (2004) e l’ultimo Humanity – Hour 1 pubblicato in tutto il mondo nel 2007.La band che e’ considerata la maggiore realta’ nel genere havy,rock tedesco,nei suoi quarant’anni di attivita’ ha venduto circa 75 milioni di copie !!!!!
Inizialmente la loro notorietà è stata legata soprattutto ai testi “coloriti” da coprolalia apparentemente a buon mercato ma dietro alla quale si celava una vis satirica che sbeffeggiava vizi e malcostumi dell’Italia della cosiddetta “Prima Repubblica”. Buona parte di questi momenti comici, insieme ad alcune battute famose, sono recitati e cantati in napoletano, tuttavia il gruppo non ha una vera e propria collocazione geografica.
Del gruppo hanno fatto parte parolieri, compositori e discografici quali Daniele Pace (scomparso nel 1985), Totò Savio (“il Maestro”, scomparso nel 2004, che ha composto ed arrangiato tutte le musiche), Giancarlo Bigazzi, Alfredo Cerruti (la “voce narrante”), Elio Gariboldi che però ha abbandonato il progetto dopo poco tempo per motivi di lavoro ed altri membri esterni e “occulti” come Gianni Boncompagni (voce tra l’altro nella title-track di Vacca), e Gigi Sabani che ha collaborato per l’ultimo album di inediti “Cambia mento”, sostituendo alla voce Savio, provato da un intervento chirurgico che gli aveva compromesso l’uso delle corde vocali.
Gli Squallor hanno raccolto un notevole riscontro di pubblico, nonostante la totale mancanza di promozione diretta, che non siano mai apparsi pubblicamente per esibirsi in una loro canzone, e una inevitabile censura da parte delle radio (escluse poche emittenti locali). I loro brani (canzoni e sketch) sono tuttora ricordati da migliaia di appassionati. Nella seconda metà della loro carriera, hanno girato alcuni spot pubblicitari, andati in onda rigorosamente in fascia protetta, dunque notturna. È un retaggio dell’immaginario collettivo di quell’epoca, la sequenza degli ancheggiamenti di un pellerossa effeminato che esclama: “Ciao, comprati Arrapaho”.
Gli Squallor toccano il loro apice nel 1985 quando l’album Tocca l’albicocca si piazza al 13° posto nella classifica dei più venduti dell’anno, grazie anche a un singolo “clean” intitolato USA for Italy, ispirato al progetto USA for Africa ed alla famosa We are the world.
Articolo tratto da Wikipedia. Leggete QUI il resto della scheda sugli Squallor.
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